Doctor Psycho (drpsycho) wrote,
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"E poi quell'omino nero onnipresente: il benzinaio cingalese" (Repubblica, 25/4/2007)

Quando lessi la prima notizia del caso di Rignano sentii puzza di stronzata(*). Eppure non si parlava ancora di riti satanici e di croci fatte con la mano sinistra (quello e' stato il punto di non ritorno, oltre il quale, se non vi e' venuto il dubbio, davvero preferisco che non me lo diciate, perche' avrei difficolta' a relazionarmi con voi): gia' bastava la clamorosita' mista alla vaghezza e l'appello da manuale ad archetipi profondi per far venire il forte sospetto di leggenda metropolitana in azione (tanto piu' la ciclicita').
Attenzione, a volte le leggende metropolitane si rivelano vere. Ma, come insegna il CICAP, affermazioni eccezionali richiedono prove eccezionali. Le prove, invece, a molti non sono sembrate particolarmente eccezionali.
E' stato interessante leggere la polarizzazione di opinioni tra chi riteneva che "certe cose i bambini non le possono sapere da soli" e chi riteneva che interpretare le parole di un bambino e' cosa che richiede grande cura. E alla fin fine, pare che avessero ragione entrambi: complimentoni a questi genitori molto intelligenti. Con un inquinamento psicologico del genere, dubito sara' mai possibile sapere, ormai, se le loro impressioni iniziali avessero fondamento o no.
Loro (e chi li ha istigati) avevano lo stesso furore che porta, tipicamente, i familiari delle vittime di efferati omicidi a opporsi a ogni riesame delle accuse verso i primi identificati come colpevoli (avendo investito emotivamente nell'odio verso una specifica persona, vedono ogni possibile dubbio come un'offesa al loro dolore). Aver ipotizzato, nell'incredibile interrogatorio alla bambina, i nomi delle persone con cui poteva aver passato del tempo (maestra, bidella) aveva portato a risposte che loro hanno interpretato con lo stesso spirito con cui si puo' interpretare un fondo di caffe'; posso facilmente immaginare come basti poco per dei genitori nel panico per attaccarsi alla prima pista, e poi connettere a posteriori i puntini per ricreare una logica dal magma disconnesso delle "confessioni".
Risultato: aver compiuto una violenza psicologica essi stessi, e se davvero l'abuso c'e' stato sicuramente nessuno potra' essere mai punito. (Oltre ovviamente all'aver mandato preventivamente in gattabuia una mezza dozzina di persone pressocche' a caso.)

In questo post non intendo dare null'altro contributo che riportare l'ottima cronaca del delirio mediatico, compiuta lungo tutto il corso della parabola da qualcuno che per fortuna non ha una vita (e che ovviamente si e' beccato la patente di pedofilo dall'ineffabile Massimiliano Frassi) e che si e' quindi preso la briga di appuntarsi i nomi dei giornalisti o altri personaggi pubblici che hanno ritenuto opportuno inzupparci il pane:

Invito tutti a memorizzare questi nomi, e magari registrare eventuali cambiamenti di opinione ora che il vento ha cambiato direzione (ma senza pubbliche abiure, che almeno nobiliterebbero).
Non credo se ne avranno troppo a male per i loro nomi elencati in una Pubblica Gogna, dato che loro, di fare nomi e dare per scontate colpe senza il minimo riguardo per quel concetto da checche che e' l'innocenza fino a prova contraria, non si sono fatti scrupoli.

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