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Doctor Psycho

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Sono tornato [Mar. 20th, 2014|02:24 pm]
Ma stavolta e' per convertire la Terra Santa all'ateismo:


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"Still you don't expect to be bright and bon-vivant / so far away from home" [Apr. 20th, 2008|05:03 pm]
Parte 1: oh noes! Berlsuconi ha vinto per un voto, ed e' solo colpa mia :(

A queste elezioni non ho votato (come d'altronde a quelle precedenti) in quanto espatriato.
Si', so bene che la legge in vigore fin dalle scorse elezioni prevede dei collegi appositi per i cittadini italiani all'estero, dandomi non solo un diritto al voto pari a quello dei cittadini non espatriati, ma effettivamente molto superiore al loro, dato che il tasso di astensione e' molto maggiore e di conseguenza ogni voto vale di piu'. (Inoltre, per i collegi esteri del senato non esiste il premio di maggioranza che invece vale su base regionale nella madrepatria; essere propriamente rappresentati e' quindi piu' facile anche se si e' in minoranza.)
Il motivo di cio' e' che, banalmente, ritengo che chi non sta in un paese e non paga nemmeno le tasse in un paese, e in generale non risente delle conseguenze delle politiche messe in atto dal governo di quel paese, non ha alcun diritto morale a orientare le scelte del paese tramite il voto.(*)
Ironia della sorte, qualche tempo fa mentre ripulivo vecchissime mail, mi sono imbattuto in una mail scrittami da un tizio nel lontano 1998. Si parlava molto di voto all'estero, e io espressi su un forum di repubblica.it un parere al riguardo. Che, sorprendentemente, era identico al parere che ho adesso: dare il voto agli italiani non residenti in Italia mi sembrava una priorita' molto minore che dare il voto ai non italiani residenti in Italia(**).
Questo signore mi scrisse una mail dopo aver letto il mio commento. Era un italiano all'estero, che viveva un misto di delusione e di rabbia leggendo le mie parole, che mi esponeva il suo punto di vista in maniera molto emotiva (menzionava scenari di immigrati che non si peritano nemmeno di imparare l'italiano e che se gli viene dato il diritto di voto impongono il velo islamico a tutte le donne) e infine mi chiedeva se avrei continuato a pensarla cosi' se fossi stato forzato dalle circostanze della vita a vivere all'estero.
(Detesto quando qualcuno usa l'argomento "ah ma non la penseresti cosi' se ..."). Be', caro cretino, la risposta e' si'.

(*)Collapse )
(**)Collapse )




Parte 2: brogli di cui probabilmente non verrete mai a sapere

Ah, comunque un altro motivo che mi rende dubbioso sul concetto di seggi speciali per italiani all'estero e' sempre stato il timore che fossero meno controllabili e quindi piu' facili da brogliare. Cosa che sicuramente ci sarebbe comunque anche col semplice voto a distanza (senza seggi dedicati), ma che con i seggi dedicati, e il loro peso sovradimensionato (si pensi al ruolo che aveva Pallaro nella precedente legislatura) diventerebbe un bel problemone.
Riporto qui da alcune mail di Saverio D'Auria, candidato per la circoscrizione Europa:
Dear friends,
as you probably know, I was a candidate in the Italian elections for the Parliament, with the party "Italia dei Valori".
Italy has about 3 million citizens abroad (a big 5% of the population!) and since 2006 "absentees" can vote by mail. The peculiarity
is that absentees can vote for lists of candidates who are absentees themselves.
Of course, this opens a big discussion on citizenship and right of vote: why should someone who was born in Switzerland or in Brasil from Italian
parents and has never lived in Italy should vote for the Italian elections ?
Well, s/he may still not be a Swiss citizen. Anyway, this is a big discussion, probably one has to make the right of vote evolve from being citizenship-related
to residency-related, but this should happen everywhere, which is quite difficult.
[...]
I was also monitoring the vote-counting for the absentees, which took place near Rome, on Monday.
617 counting positions for Europe, each with a 5-component committee + party representatives.
Each of us was entitled to monitor 56 counting committees, in partial overlap with others from the same party.
Just a summary :
we have intercepted about 20thousands fake ballots, coming mainly from Geneva, Lausanne, Basel, Lugano.
I should thank some of our colleagues from the Rome area who had volunteered to help, as party representatives, and have been unvaluable in discovering and proving the low-statistics fakes. This is another example of application of physicist's skills outside physics. I have spent Tuesday morning with the judges, they will now have the last word on the ballots and will certainly start a prosecution to find the authors of the fraud.
My conclusion is that it is easy to try a fraud with the postal ballot, but it is quite difficult to pass it through the scrutiny. Also, even 20k fake ballots would have changed very little in the final result: I was quite surprised.

Su mia richiesta, ulteriori chiarimenti:
Ti ho mandato il comunicato stampa dal mio e-mail personale, (non quello di partito) se puoi, utilizza il copia e incolla e riporta pure il mio e-mail dauria@idv-europa.org se vuoi divulgare il comunicato stampa.

Come sono state intercettate?
- erano visibilmente false e votate dalle stesse mani. Sono finite tutte in un numero esiguo di seggi.
Come si sa che sono false?
- carta, colore e stampa diverse dalle normali, ma tutte con le stesse preferenze (une delle 3)
A quanti voti corrispondono?
- circa 20000 quelle stimate da noi.
Alcuni presidenti le hanno escluse tout-court, usando in maniera responsabile i poteri loro conferiti.
Altri le hanno inviate alla magistratura per la decisione finale.

Qui il comunicato stampa dell'Italia dei Valori:
Il Cordinamento Estero de l'Italia dei Valori si congratula con i presidenti di seggio, con gli scrutatori e i rappresentanti di lista che sono riusciti a sventare un massiccio tentativo di broglio elettorale che avrebbe avvantaggiato il partito UDC. In molti dei seggi di Ginevra, Basilea, Losanna e Lugano sono apparse schede elettorali nettamente diverse dalle altre, per colore, grammatura della carta, per i dettagli di stampa. Le schede incriminate hanno quasi tutte contenuto un voto di lista per l'UDC e preferenza per Mauro Poggia al Senato in tutte le sezioni interessate, per Emiddio Bulla alla Camera nelle sezioni di Basilea e per Guglielmo Cascioli alla Camera nelle sezioni di Ginevra. Si indaga su chi siano i reali autori del tentativo di broglio.
Si stima che fino a un massimo di ventimila schede ritenute false siano apparse nello spoglio. La maggior parte di esse sono state annullate o non assegnate dalla maggior parte dei presidenti di seggio.
L'Italia dei Valori ha piena fiducia nella magistratura perché confermi le decisioni prese dai presidenti e perché individui e persegua penalmente gli autori del tentato broglio.
Quanto avvenuto dimostra che la legge elettorale per la circoscrizione estero si presta a tentativi di brogli elettorali, ma anche che i tentativi grossolani sono subito scoperti da tutto il personale dei seggi, che si è comportato in maniera esemplare, ricorrendo subito alla magistratura presente sul sito dello spoglio, a Castelnuovo di Porto. Aspettiamo con ansia l'esito delle indagini sui risvolti penali dell'accaduto, in modo da poter stabilire con certezza i responsabili del massiccio tentativo di frode e i dettagli delle modalità di tali tentativi, anche per porvi rimedio preventivamente in occasione delle prossime elezioni.


Per chi fosse curioso, qui anche i risultati elettorali nella circoscrizione Europa (sui motivi sociologici di tale peculiarita' ho un'opinione, ma si potrebbe discutere a lungo):
PD 40%, PdL 33%Collapse )

Concludo con un messaggio di speranza, sperando che sia di buon augurio al nuovo governo di tutti gli italiani per portare a termine questa legislatura sicuramente foriera di soddisfazioni:

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"Sono qui per fermare la latinizzazione delle lingue slave". Cartoline dai Balcani Meridionali, #2 [Apr. 12th, 2008|09:24 pm]
Ovviamente ogni volta che mi riprometto di fare un seguito di un post, succedono eventi nel mondo vero che mi distraggono dai miei doveri internettiani.
E il risultato e' che nel frattempo il mondo cambia, e le cose succedono.
Ad esempio volevo raccontare del clima di attesa che si percepiva, in Macedonia, per la decisione della NATO se invitare o no questo piccolo paese a farne parte.
Pare che gli USA fossero contentissimi di invitarli nella grande famiglia, e nessun altro membro dell'alleanza avesse alcunche' da obiettare, tranne la Grecia. E per questo tipo di decisioni ci vuole l'unanimita'.
Ho assistito a un tg dai toni affascinantemente drammatici, in cui si passava dalla conferenza stampa in cui una ministra greca con voce conciliante spiegava che loro non chiedevano poi tanto, solo di cambiare nome (tipo Alta Macedonia), al rappresentante americano che raccomandava ai due litiganti di trovare un accordo in tempi brevissimi, perche' questo meeting della NATO sarebbe stato (per motivi che non ha spiegato e che forse gia' tutti da quelle parti sanno, ma io no) l'ultimo treno possibile per ottenere l'invito all'adesione.
Suonava molto come un "e dai cambiate nome, su, che vi costa", per cui i macedoni con cui avevo la ventura di guardare la tv in quel momento (e probabilmente tutti i macedoni davanti a tutte le tv del paese in quel momento) inveivano contro lo schermo mentre parlava.
Qualche giorno fa ho letto che niente, alla fine la Grecia ha mantenuto il veto e non c'e' stato l'invito della NATO alla Macedonia.
Mi e' dispiaciuto, sembravano davvero tenerci.



Ma riprendiamo da dove avevo interrotto nello scorso post:

Macedonia e Bulgaria
La Bulgaria non ha mai fatto troppe storie alla Macedonia e la riconosce come stato. I bulgari sono pero' unanimemente concordi su un fatto: la Macedonia esiste, ma i macedoni no.
La mia guida turistica di Sofia, nel descrivere i rapporti di similitudine della lingua bulgara con il resto del ceppo slavo, specifica riguardo alla lingua macedone che essa non esiste, trattandosi in effetti di un dialetto del bulgaro. Prevedibilmente, menzionare questo a un macedone e' causa di convulsioni.
Un importante storico bulgaro, di cui leggo un interessante pezzo sulla rivista gratuita della Air Bulgaria, viene presentato come autore di svariati best-seller, tra cui uno che si intitola "Le dieci bugie del macedonismo".
Mi si racconta di una discussione tra alcuni dei miei local companions macedoni e alcuni bulgari riguardo all'appartenenza di una certa famosa canzone popolare, che i bulgari consideravano indisputabilmente parte della tradizione bulgara. La canzone si intitola "Aquila che bevi l'acqua del fiume Vardar", o qualcosa del genere. Il fiume Vardar attraversa la Macedonia e non passa dalla Bulgaria. Sebbene questo possa sembrare un argomento convincente, comincio ormai a capire la psicologia balcanica abbastanza da intuire come mai per un bulgaro il fiume Vardar sia bulgaro.

Macedonia e Serbia
Non ho capito se i rapporti con la Serbia sono buoni o cattivi. Probabilmente entrambe le cose.
C'e' una lunga e complicatissima storia che coinvolge un importante prelato ortodosso e su cui i macedoni saranno molto lieti di raccontarvi con passione come mai i serbi siano dalla parte del torto. Le chiese ortodosse sono, se ho ben capito, nazionali. Ovvero esiste una chiesa ortodossa greca, una serba, ecc., e quella di Costantinopoli e' solo prima inter pares. Durante il titismo la chiesa macedone si e' dichiarata autonoma da quella serba; quest'ultima ha preferito all'epoca non fare troppe storie perche' dati i tempi era meglio per qualunque chiesa mantenere un profilo basso.
Finito il comunismo, poi dissolta la Jugoslavia, la questione ha cominciato immediatamente a riscaldarsi. Attualmente in Macedonia ci sono la Chiesa Ortodossa Macedone e la Chiesa Ortodossa Serba di Macedonia, quest'ultima ampiamente minoritaria, e sia la Serbia che la Macedonia strumentalizzano la faccenda in chiave nazionalistica.
Ma a parte questo, i legami economici sono molto stretti (il che ha fatto si' che l'embargo alla Serbia abbia colpito duro anche la Macedonia che non c'entrava niente) e la questione del riconoscimento del Kossovo ha ulteriormente avvicinato i due paesi.



Macedonia e USA
Gia' ho detto della faccenda dell'invito a unirsi alla NATO, caldeggiato dagli USA. Gli USA hanno comunque gia' delle basi molto strategiche in Macedonia.
E' attualmente in costruzione, su una porzione ridicolmente gigantesca della collina che incombe sulla citta' di Skopje, una nuova ambasciata americana. E' cosi' enorme e bunkeriforme che non si puo' fare a meno di pensare che non assomiglia mica a una ambasciata, quanto piuttosto a una base militare.
La vecchia ambasciata americana e' tuttora in uso. Assomiglia a un'ambasciata classica, a parte l'imponente dispiego di misure di sicurezza.

Paesi che stanno simpatici ai macedoni
In generale il criterio per cui un paese stia simpatico ai macedoni e' che non ci confini. Ad esempio non hanno nulla da ridire sui bosniaci.
Inoltre, sorprendentemente, hanno simpatia per la Turchia. E questo sebbene i loro eroi del passato abbiano dato la vita per liberarsi da essi, e la repressione sia stata dura, e in ogni chiesa si racconti che i turchi erano grandi persecutori di cristiani (in vari posti ho letto invece che i turchi erano talmente tolleranti verso i cristiani ortodossi che ci lucravano pure; e che la relativamente piccola porzione di convertiti all'Islam lo ha fatto perche' cio' garantiva benefici fiscali e opportunita' di carriera nell'apparato statale; ma magari si tratta di momenti storici diversi, e si sa che la memoria storica dei popoli e' singolarmente selettiva).
Kemal Ataturk e' nato a Bitola, in Macedonia, citta' che tuttora e' molto orgogliosa di cio' e lo onora con un museo.
La moschea di Ali Pasha, a Skopje, e' attualmente in ristrutturazione con fondi turchi, a quanto dichiara il cartellone dell'appalto.

Che io sappia non c'e' una significativa minoranza turca in macedonia, a differenza che in Bulgaria dove il tassista si lagnava dell'esistenza di questa regione del paese dove tutti erano turchi; col passaporto bulgaro, ma turchi (non ricordo come era arrivato a parlare di cio'). Distrattamente per un momento ho pensato che era strano che a nessuno venisse in mente una soluzione semplice semplice: ridare quella regione alla Turchia. Poi mi sono ricordato che probabilmente quando si parla di queste cose si ha piuttosto in mente un'altra soluzione in linea di principio semplice, cioe' tenersi la terra ed espellere i suoi abitanti.



L'eroe dei macedoni
In una chiesa al centro di Skopje riposano le spoglie di Gotse Delchev, cui e' dedicato un piccolo museo che ne spiega le gesta. (Nota: apprendo adesso da wikipedia che i bulgari lo considerano un loro patriota, e che in effetti la questione non e' neanche cosi' peregrina come potrebbe sembrare.)
Nonostante il tono enfatico dei pannelli di questo museo, mi pare di capire che l'atto piu' eroico e significativo da lui compiuto prima di morire come uno stronzo in uno scontro a fuoco con la polizia e' stato il seguente: ha rapito una missionaria americana.



La strana guerra civile
Negli anni '90 l'ottimo film macedone "Prima della pioggia" (Milcho Manchevski) faceva capire che la prossima guerra civile etnica dei Balcani avrebbe potuto essere in Macedonia, tra macedoni propriamente detti e albanesi di Macedonia.
In pratica una guerra non c'e' mai stata. Ma, ti diranno tutti, c'e' stato QUALCOSA.
Cosa? Su questo tutti sono d'accordo: non si sa bene cosa sia successo.
Delle persone sono morte, non si sa quante. Ci sono stati degli accordi che hanno reso un'ampia porzione del paese formalmente bilingue, e hanno dato molto potere ai partiti rappresentativi della comunita' albanese, con tanto di rappresentazione obbligatoria nel governo e potere di veto.
(Nota: se ritieni che questo sia anti-democratico, come ovviamente e' opinione unanime di tutti i macedoni di etnia macedone, prova a riflettere sul fatto che confiare artificialmente la rappresentativita' di una minoranza potrebbe essere l'unica soluzione sensata quando la maggioranza puo' davvero avere la tentazione di fare leggi apertamente contro la minoranza. Esercizio mentale: se nella Germania di Weimar fosse esistito un sistema analogo, con partiti ebraici dotati di potere di veto, l'alleanza del Partito NazionalSocialista con i conservatori e i nazionalisti non avrebbe potuto nascere e Hitler non avrebbe preso il potere cosi' facilmente.)
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T'ga za jug. Cartoline dai Balcani meridionali, #1 [Mar. 25th, 2008|12:25 am]
Saluti da Sofia
Sofia e' una metropoli di 2 milioni di abitanti, in rapida crescita. La sua edilizia si compone di vecchi palazzi dell'era comunista e di nuovi palazzi da urbanistica selvaggia.
L'unica cosa bella che venga in mente riguardo a Sofia sono le chiese ortodosse. Qualunque guida turistica, in effetti (ma l'ho scoperto dopo) insiste moltissimo sulle chiese ortodosse. Le chiese ortodosse sono in generale molto piccole e rapide da visitare.
Il tassista che mi portava al Monte Vitosha mi ha ripetuto molte volte, sebbene non richiesto di un parere al proposito, il concetto "a Sofia non si sta male; non si sta affatto male".

Saluti dal Monte Vitosha
Praticamente l'unica altra cosa, a parte le chiese, menzionata dalle guide turistiche. L'ho scoperto dopo, ma gia' avevo avuto l'intuizione guardando la mappa.
Bella vista, bel clima.
Manca ancora la coscienza ecologica, per cui e' un po' una pattumiera, ma arrivera' anche quella.
Tra la sporcizia del Monte Vitosha e altre osservazioni, sono giunto a varie considerazioni sugli stadi di sviluppo di una societa' in progressione economica: prima i cazzi propri, poi (molto dopo) viene voglia di investire sul bene comune. Ad esempio, le automobili private sono in media abbastanza nuove, ma i mezzi pubblici sono molto vintage. I servizi di trasporto privato hanno mezzi ultimo grido, gli autobus sono come questo (ma con 12 anni in piu').
Obliterare il biglietto consiste nel punzonarlo con un meccanismo talmente low-tech che sto ancora cercando di capire come si puo' scoprire se sto riciclando lo stesso biglietto su un altro bus a distanza di tempo.

Saluti da Sofia #2
Casualmente sono inciampato nel cambio della guardia di fronte al Palazzo del Presidente. E' molto coreografico e quindi buffo. Non viene segnalato sulle guide per turisti e quindi sono fiero della fortuna che ho avuto.
Un'auto blu con un politico dentro (forse il Presidente?) a momenti mi metteva sotto.

L'arte del servizio
Questo l'avevo gia' notato in Russia: le persone con cui hai un rapporto di servizio (camerieri, personale degli hotel e dei trasporti) sono assolutamente scostanti, scortesi, severi. Attribuirei facilmente la cosa all'eredita' del comunismo (se non esiste proprieta' privata non esiste incentivo a gratificare il cliente) se non fosse che invece ho trovato molta cortesia in Slovacchia e, particolarmente, in Macedonia (vedi sotto).

Saluti da Skopje
Sara' perche' la Yugoslavia si e' disallineata decenni prima della fine del comunismo, ma l'edilizia del regime a quanto ho visto era molto meno atroce che altrove nell'Est. E i nuovi urbanisti e architetti sembrano avere un gusto occidentale.
L'impressione superficiale venendo in Macedonia dalla Bulgaria e' di entrare in un paese piu' ricco. Effettivamente, invece, credo sia il contrario: la Bulgaria e' un paese in pieno boom, la Macedonia invece e' uno dei pochissimi paesi che hanno ancora il PIL piu' basso rispetto a prima dell'arrivo del capitalismo. Le spiegazioni che mi sono state date: la dissoluzione della Yugoslavia li ha colpiti duramente, e hanno vicini stronzi.

Macedonia e Grecia
Ad esempio, come e' ben noto, la Grecia.
La Grecia rompe i coglioni alla Macedonia da quando e' indipendente: l'ha obbligata a cambiare bandiera, si rifiuta di riconoscerla col nome di Repubblica di Macedonia e impedisce agli altri paesi di riconoscerla, e pone il veto al suo ingresso nella NATO, da discutersi tra brevissimo, e all'UE. La Grecia suggerisce i nomi Alta Macedonia, Macedonia del Nord, basta che non si chiami Macedonia. Per i primi due anni di esistenza di questa repubblica, la Grecia ha addirittura applicato un embargo economico.
Qualche chiarimento: quando i turchi governavano la regione, a chiamarsi Macedonia era una regione molto piu' vasta. Di questa, il 51% e' attualmente parte della Grecia, mentre la Macedonia ne comprende solo il 38% (propriamente, si tratterebbe della provincia chiamata Macedonia di Vardar, mentre quella greca e' la Macedonia Egea), mentre il resto e' andato alla Bulgaria.
La Grecia ha efficacemente grecizzato la sua porzione con il vecchio metodo che un tempo era usato da tutti e che adesso, per i nostri gusti raffinati, suona politicamente scorretto: deportazioni ed espropriazioni. Inoltre rifiuta di riconoscere l'esistenza di una minoranza etnica macedone sul suo territorio. Dettaglio interessante: quelli che sul suo territorio si autodefiniscono macedoni vengono classificati come discendenti di tribu' bulgare.
Un macedone mi dice: secondo il diritto internazionale moderno, se esistesse un'entita' statale chiamata Macedonia, la Grecia gli dovrebbe dare un bel po' di soldi come risarcimento di cio' che accadde a Salonicco (principale citta' macedone, de-macedonizzata bruscamente). Quindi la Macedonia non puo' esistere, e se esiste, be', non e' la Macedonia.
Attualmente la denominazione internazionale di questo stato e' FYROM (Former Yugoslav Republic Of Macedonia) ma credo che siano tutti d'accordo che e' solo un placeholder.

Macedonia e Grecia #2
D'altra parte, la Grecia e' il massimo partner economico della Macedonia. Un'interessante pubblicazione che ho letto prima del viaggio spiega, tra le altre cose, che gli investitori greci sono i piu' coraggiosi apripista nelle nuove economie dei Balcani; gli altri occidentali sono piu' cauti, e in una economia fragile come quella macedone siamo ancora nella fase in cui la parte del leone ce l'hanno ancora gli apripista.

Albanesi
La minoranza albanese (25%) chiede a gran voce piu' diritti. Ma tra le sue richieste piu' sentite c'e' il riconoscimento, da parte del governo, del nuovo stato del Kosovo.
I macedoni di etnia macedone sono estremamente netti al riguardo: riconoscere il Kosovo e' semplicemente impensabile. (Possono accettare, come hanno gia' fatto, di garantire quote protette agli albanesi in tutti i lavori statali, potere di veto in parlamento, bilinguismo nelle scuole delle province occidentali, ma il riconoscimento del Kosovo proprio no.)
La motivazione: darebbe il cattivo esempio, incitando gli albanesi di Macedonia a secedere pure loro, portando a disgregazione il gia' piccolo e fragile paese.
La tentazione di far notare che si e' appena finito di dare degli stronzi ai greci per esattamente la stessa cosa e' presente, ma qualcosa, un sesto senso, fa intuire che la conversazione potrebbe diventare sgradevole.
Lo stesso intuito induce a cercare in fretta argomenti alternativi di conversazione quando cominciano a parlare della pigrizia congenita degli albanesi che ottengono lavori statali.

Continua...
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Maiani nello spazio #2 - The Empire strikes back [Feb. 24th, 2008|12:52 am]
Mentre lo scambio epistolare tra l'On.Carlucci e il Prof. Glashow diviene piu' serrato (vedansi aggiornamenti al mio post precedente), finalmente arriva una risposta alle domande che molti si sono posti:

si e' chiaramente documentata molto = simpatici colleghi di Maiani hanno inviato un plico anonimo?

Quello che vedi -sempre scommetterei- sembra semplicemente il risultato di un discreto ghostwriting. Sarebbe interessante sapere esattamente chi ha commissionato e scritto questo tiro di artiglieria.


La risposta, implicitamente, la da' il Prof. Enzo Boschi (presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), in una lettera avvelenatissima contro Maiani intitolata Una nota di pura valutazione scientifica (*).
Un'accurata analisi stilistica e contenutistica permette di riconoscere la mano che ha scritto realmente la lettera (che probabilmente e' la stessa che ha scritto le lettere dell'On.Carlucci). Qui ricopio la lettera, evidenziando gli elementi che possono aiutare il lettore a identificare il personaggio che ho in mente (hints: e' notoriamente filo-clericale, ed e' ossessionato dall'aver mancato di poco due scoperte da Nobel, cosa che gli piace molto spiegare a tutti qualunque sia il contesto):

È da parte mia un dovere spiegare, a coloro che mi stimano, i motivi per cui ritengo sia stato commesso un atto di selezione non fondato su meriti scientifici. È stato infatti detto che la scelta del professore Luciano Maiani era una scelta obbligata essendo la carriera scientifica di Maiani al di sopra di qualsiasi altra candidatura. Maiani è stato presentato come uno dei più grandi fisici, se non addirittura il più grande fisico italiano e forse anche europeo. E anche il più grande dirigente di Enti di Ricerca nazionali (INFN) ed europei (il CERN di Ginevra).Tratterò prima il valore scientifico e poi quello di straordinario “manager”.Pochi sanno che la mia attività scientifica ha avuto inizio proprio nel campo di ricerche in cui ha lavorato Maiani. Mi sono laureato nel 1968 e sono stato il primo studente dell’Università di Bologna a laurearsi con il professore Antonino Zichichi che mi ha dato per tema della tesi il problema delle “correnti neutre” quando nessuno ne parlava. Correva l’anno 1968 e nelle lezioni del professore Zichichi ho imparato a conoscere i lavori di Weinberg (1967) e Salam (1968) sulla unificazione delle forze elettromagnetiche e deboli. Dopo la laurea continuai a lavorare con il professore Zichichi e ricordo l’entusiasmo che ci trasmise a noi giovani quando nel 1971 venne fuori il lavoro di Gerardus ‘t Hooft che risolveva la grossa difficoltà di rendere rinormalizzabile la teoria “elettrodebole” di Salam, Weinberg e Glashow.Ebbi il privilegio di conoscere personalmente il professore Salam essendo Zichichi e Salam molto amici. La scoperta sperimentale delle “correnti neutre” al CERN fu per me motivo di grande soddisfazione essendo questo un tema su cui ben 5 anni prima avevo svolto la mia tesi.Questa lunga introduzione per spiegare che il campo in cui Maiani ha lavorato con Glashow e Iliopoulos era a me ben noto. Infatti nelle lezioni del professore Zichichi c’erano delle ore dedicate alle frontiere della fisica di quei tempi e l’universalità delle forze deboli era uno dei temi centrali. Appresi così dell’esistenza dell’angolo di Cabibbo e delle difficoltà legate al fatto che esse prevedevano l’esistenza di decadimenti mai osservati (le cosiddette correnti deboli neutre con cambiamento di “stranezza”, il numero quantico introdotto da Gell-Mann per descrivere la scoperta delle particelle “strane” realizzata nel laboratorio del professore Blackett da cui veniva il mio maestro professore Zichichi).Nelle lezioni del professore Zichichi appresi che fu questo il motivo per cui Gell-Mann e Levy si limitarono a scrivere una nota a piè di pagina nel loro famoso modello teorico pubblicato nel 1960. Quella breve nota però precede l’introduzione da parte di Cabibbo del suo “angolo” e infatti quell’angolo dovrebbe chiamarsi di Gell-Mann, Levy, Cabibbo, non angolo di Cabibbo. Angolo che comunque non permetteva di spiegare per quale motivo nessuno aveva mai visto i processi generati dalle “correnti deboli neutre con variazioni di stranezza”. Questa spiegazione la trovò Glashow con i suoi collaboratori Iliopoulos e Maiani. Maiani ebbe infatti la fortuna di essere proprio in quell’anno a lavorare con Glashow. Fu lui, Glashow, ad avere l’idea che doveva esistere un nuovo “quark” dotato di una nuova carica detta di “sapore” subnucleare cui Glashow dette il nome di “charm”. Glashow fece di tutto per convincere la comunità scientifica a cercare di scoprire sperimentalmente questo nuovo tipo di quark. Era necessario scoprire le nuove particelle dotate di “charm” affinché quello che adesso si chiama meccanismo GIM (dalle iniziali di Glashow, Iliopoulos e Maiani) potesse avere il battesimo della prova sperimentale. Su questi temi il professor Glashow tenne in quegli anni diverse lezioni nella Scuola di Fisica Subnucleare più prestigiosa del mondo fondata e diretta dal mio maestro professore Zichichi.Mentre i fisici erano impegnati su queste formidabili tematiche arriva in modo totalmente inaspettato (sono parole di Zichichi) la scoperta di una “risonanza stretta” alla massa di 3.1 GeV (tre miliardi e cento milioni di elettronVolt). Questa scoperta venne realizzata quasi simultaneamente al laboratorio BNL (New York) da Samuel Ting e a SLAC (Stanford) da Burt Richter. Siamo nell’autunno del 1974. Si noti che nel 1967 il professore Zichichi aveva presentato un progetto di ricerca a Frascati per la nuova macchina a collisione di elettroni e antielettroni (denominata ADONE) per studiare “risonanze strette” e il cosiddetto “terzo leptone”.Come ha scritto in un memorabile lavoro di rassegna il professore Claudio Villi (presidente dell’INFN in quegli anni) le due più grandi scoperte della seconda metà del XX secolo avrebbero potuto essere realizzate a Frascati se fosse stato approvato il progetto di Zichichi. Queste ricerche però erano state bollate dal responsabile teorico delle ricerche di Frascati – Carlo Bernardini, sodale di Maiani nella firma della delirante lettera contro Benedetto XVI alla Sapienza – con la fatidica battuta “Zichichi cerca farfalle”. I fatti hanno però dimostrato che queste farfalle avrebbero prodotto due Premi Nobel non a Ting-Richter (per la risonanza stretta) e a Perl (per il terzo leptone) ma ad Antonino Zichichi che su queste ricerche aveva elaborato un progetto nel quale erano incluse alcune invenzioni tecnologiche da lui fatte a Ginevra per dimostrarne la perfetta realizzabilità. Quanto da me qui sinteticamente esposto è illustrato nella letteratura scientifica in tutti i dettagli.Torniamo a Frascati nell’autunno del 1974. Zichichi aveva lasciato i Laboratori visto che il suo progetto per la ricerca di “risonanze strette” e per il terzo leptone erano state “bollate” da Carlo Bernardini “farfalle”.È proprio sulla prima di queste “farfalle” che Maiani, Cabibbo, Petronzio, Parisi (altro firmatario contro Benedetto XVI) e Salvini, perdono la loro credibilità scientifica. I lavori pubblicati dai fisici di Frascati sulla scoperta della “risonanza stretta” sono infatti tutti sbagliati. Maiani, autore con Glashow del lavoro che prevedeva l’esistenza di un nuovo “quark” avrebbe dovuto pensare subito alla corretta interpretazione in termini di un nuovo mesone fatto con una coppia quark-antiquark dotati di “charm” come previsto da Glashow. E invece no: i grandi fisici di Frascati, Cabibbo, Parisi, Petronzio, Altarelli, tutti si buttano nell’incredibile errore di spiegarlo come se si trattasse del bosone-debole, dimenticando che questo bosone debole avrebbe dovuto essere almeno trenta volte più pesante.Il gruppo di Salvini invece pubblica un lavoro in cui la nuova particella decade in due “fotoni” di alta energia. In questo modo la risonanza stretta sembrava spiegabile come dovuta alle forze elettromagnetiche. I risultati di altri esperimenti realizzati a SLAC hanno dimostrato che i risultati sperimentali di Salvini sui decadimenti in due fotoni erano (e sono) sbagliati. Insomma i fisici di Frascati (amici dei famosi 67 scienziati con Carlo Bernardini, Cini, Frova, tutti firmatari della delirante lettera contro Benedetto XVI), hanno preso una serie di clamorose cantonate, con l’aggravante che alcuni di essi (Cabibbo, Maiani e Parisi) avrebbero dovuto avere le conoscenze giuste per interpretare correttamente la “risonanza stretta” scoperta in America. Questa risonanza infatti non ha nulla a che fare né con le forze deboli (come pretendevano di avere capito Cabibbo, Maiani Petronzio et al.) né con le forze elettromagnetiche (gruppo di Salvini). E non dimentichiamo che questa “risonanza stretta” sarebbe stata scoperta a Frascati da Zichichi se non avesse prevalso la teoria delle “farfalle” imposta da Carlo Bernardini e compagni contro Zichichi.La conclusione che emerge da questa mia breve rassegna è che né Maiani né i suoi colleghi autori della ridicola interpretazione della “risonanza stretta” possono essere considerati grandi fisici. In fisica per farsi una reputazione ci vuole una vita, per perderla basta un lavoro sbagliato su un problema di importanza fondamentale (parole che il mio maestro Zichichi ripeteva a noi giovani ricercatori).Passiamo adesso al grande manager scientifico quale dovrebbe essere Maiani, che ha retto l’INFN e il CERN. Colui che ha fatto rinascere l’INFN non è Maiani ma il professore Antonino Zichichi che nel 1977 aprì l’INFN ai nuovi progetti, Gran Sasso (in Abruzzo), CS (ciclotrone superconduttore: Milano, Catania) LEP (CERN, Ginevra) e HERA (DESY, Amburgo). Per quanto riguarda il CERN basta leggere quello che è stato scritto su Nature e su altri giornali stranieri per conoscere quali errori hanno caratterizzato la guida del CERN da parte di Maiani.Due parole conclusive: se non fosse stato per il terremoto dell’Irpinia la mia carriera scientifica si sarebbe svolta nel campo della stessa fisica in cui ha lavorato Maiani. E infatti fu da quel terremoto che la mia carriera ha subito una svolta, grazie a Zichichi e Pertini. Ma questa è un’altra avventura scientifica.

La parola con la Z compare 19 volte in questo testo.
Per la demolizione completa di questa lettera basta seguire il link gia' fornito sopra (cioe' questo) e leggere i commenti. Altri commenti molto chiari qui.


Nel frattempo scopro con sgomento che la fonte originaria della Carlucci, almeno ufficialmente, era un sito web bufala, scritto in cattivo inglese, firmato fraudolentemente David Cline (un fisico importante), dedicato a diffamare Maiani e ampiamente pubblicizzato da Libero. Appena l'ha saputo, David Cline si e' arrabbiato, il sito e' sparito, Libero ha pubblicato una smentita.
Qui l'incazzatura di David Cline (quello vero):

Dear Sir,
I have received mail concerning remarks erroneously attributed to me about the appointment of Professor Luciano Maiani as President of the Italian CNR.
I want to state that I am not connected in any way with these comments, nor with the e-mail address they were sent from, nor with the website:

http://maianierror.awardspace.com/

which is fraudulent. I have not been affiliated with the University of Wisconsin for many years and my only email address is from UCLA.
I asked the UCLA HEP/Dark Matter webmaster, D.L. MacLaughlan-Dumes, to request that the web host, Awardspace.com, remove the page. This has been done successfully.

You are welcome to forward this message to anyone in order to clarify my position.
I retain the right of any other action that may be required to protect my reputation.

Sincerely, David B. Cline
UCLA Physics & Astronomy


Il sito non esiste piu' ma niente paura, qualcuno l'ha salvato.

Cascano le braccia, eh?



(*) Il sito su cui e' pubblicato e' il blog dell'associazione Valori e Liberta', su cui scrive l'On.Carlucci.
Suggerisco vivamente di leggere i commenti al post linkato.
Un blog che sta seguendo egregiamente la vicenda e' questo:
http://gravitasfreezone.wordpress.com/





[Aggiornamento del 25/2/2008:]
In questo post, commentando la lettera di Boschi, scrivevo una malignita': insinuavo che la lettera l'abbia scritta Z. e Boschi l'abbia solo firmata.
Questo spiegherebbe non solo come faccia a essere cosi' dettagliata sulla biografia scientifica di Z., ma anche come possa essere cosi' imprecisa riguardo quella del firmatario! (Che dichiara di aver avuto l'opportunita' di passare alla geofisica in seguito al terremoto dell'Irpinia; ma il terremoto dell'Irpinia e' del 1980 e la carriera in geofisica di Boschi inizio' nei primi anni '70.)
Orbene, si conferma il teorema secondo cui a pensar male ci si azzecca:
Tra l'altro, l'approssimativo documento appare redatto da Fiorella Ruggiu, collaboratrice di Zichichi al Centro Ettore Majorana di Erice, utilizzando una copia di Word registrata presso Forza Italia.


[Aggiornamento del 28/2/2008:]
Grazie a un lettore posso linkare questa lettera di Iliopoulos (il terzo coautore, assieme a Maiani e Glashow, dell'articolo del 1970 di cui si e' parlato continuamente in questa vicenda) con ampia glossa da parte di un collaboratore italiano di Iliopoulos, Coriano'.

Se qualcuno e' interessato a capire davvero cio' di cui si sta parlando (a un livello comunque comprensibile a un profano), oltre al contesto storico (e quindi perche' Maiani non ha rubato la fama che ha), e' una lettura preziosa.

[Aggiornamento del 9/3/2008:]
L'On.Carlucci insiste ad nauseam. Particolarmente notevole la scivolata nel complottismo: Ecco il testo dell’articolo pubblicato nel 1974 e poi scomparso in tutti i database [...].
Ma e' fantastica la nuova risposta del pazientissimo Parisi:
RITORNO AL FUTURO IV.
Un articolo del 1974 avrebbe impedito a Zichichi di aver avuto i finanziamenti nel 1972 (o forse anche prima)! Saremmo stati quasi bravi come Boschi, che nel 1971 decise di fare il geofisico a causa del terremoto dell’Irpinia del 1980.
IL MISTERO DEL MANOSCRITTO SCOMPARSO.
L’articolo del 1974 non e’ mai scomparso dai data base digitali in quanto non è mai stato inserito: nel 1974 i data base digitali non esistevano! Ovviamente l’articolo si trova citato con il titolo e gli autori su Google Scholar, quindi non è un grande scoop cercarlo nelle biblioteche.
VERBALI, VERBALI, VERBALI
Ripeto ad nauseam. Come comitato di consulenza non abbiamo fatto verbali formali per l’ottima ragione che non serviva farli essendo un comitato informale. Solo un masochista produrrebbe verbali senza necessità. In ogni caso penso che il comitato di consulenza fosse abbastanza esperto per scrivere verbali resistenti ad un ricorso al TAR.
BALLERINE E BALLERINI
Io non ci vedo niente di male a fare la ballerina.
Io per esempio faccio parte di un gruppo di danze greche, Kenneth Wilson è un appassionato di danze etniche, Feynmann suonava per un gruppo di samba per il carnevale di Rio. (Loro hanno preso il Nobel, io no, peccato!)
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Maiani nello spazio. [Feb. 16th, 2008|11:00 pm]
[music |Zeep - Keep an eye on love]

Io Galileo Galilei sodetto ho abiurato, giurato, promesso e mi sono obligato come sopra; e in fede del vero, di mia propria mano ho sottoscritta la presente cedola di mia abiurazione e recitatala di parola in parola, in Roma, nel convento della Minerva, questo dì 22 giugno 1633.




L'ultimo post di questo blog risale a esattamente un mese fa.
Menzionavo la vicenda dei demoni della Sapienza, ma in tutta onesta' "credevo fosse uno sprazzo, invece era un inizio".
Accennavo en passant al fatto che un politico cattolico aveva messo in dubbio l'opportunita' di Maiani alla testa del CNR, ma ingenuamente mi aspettavo che si trattasse di una voce isolata. Invece la cosa e' stata presa cosi' sul serio dal mondo politico che si e' arrivati al seguente allucinante dibattito parlamentare, fortunatamente finito bene.
Varie volte sono stato sul punto di scrivere un post al riguardo per dire la mia, ma ogni volta o avevo troppo da lavorare o dovevo coltivare i miei hobbies(*) e una vocina mi diceva che entrambe le cose erano un uso migliore del mio tempo(**) che non riversare sul web l'ennesimo parere sulla vicenda.
Cio' che e' diverso adesso e' che ho letto questa lettera dell'On.Gabriella Carlucci che all'apice della polemica ha cercato di delegittimare Maiani su un piano diverso da quello usato fino a quel momento (che era "OMG bastardo ha censurato il Papa!!!1!"), ovvero "non e' poi cosi' bravo":

Nel proporlo alla Presidenza del CNR Luciano Maiani è stato definito fisico di alto profilo dotato di grandi capacità manageriali.
Niente di più falso.

Maiani nel 1969 ha avuto la fortuna di lavorare per un semestre ad Harvard con Sheldon Glashow (Premio Nobel per la Fisica nel 1979) con i quale pubblicò l’unico suo lavoro degno di interesse.
Lavoro che firmò ma che chiaramente non capì visto che nel 1974 lo rinnegò pubblicando un altro lavoro (nota bene: insieme a Cabibbo, Parisi e Petronzio) dove confusero particelle elementari di proprietà fisiche diverse. Successivamente Glashow addirittura si oppose a che Maiani ottenesse un posto di ruolo al CERN poiché manifestamente non aveva capito una teoria di cui era autore. Cosa, questa, estremamente ridicola.

Tutto questo creò un notevole danno di immagine alla Fisica italiana e alla tanto pubblicizzata scuola romana della Sapienza: i famosi “eredi di Fermi” che ancora non hanno prodotto nulla di scientificamente rilevante ma che sono molto abili nel procurarsi posizioni di potere: Cabibbo è stato Presidente dell’INFN e dell’ENEA, Petronzio è l’attuale Presidente dell’INFN, Parisi ha presieduto il Comitato di Alta Consulenza che ha portato Maiani alla Presidenza del CNR.

Maiani è stato Presidente dell’INFN e Direttore del CERN provocando danni devastanti ad entrambe le istituzioni. Particolarmente critica fu la sua gestione del CERN come è dimostrato da numerosi documenti (si veda, per esempio, Nature del 4 ottobre e dell’11 ottobre 2001).
Letizia Moratti, allora Ministro della Ricerca, riuscì a risolvere la crisi e impedì una bruttissima figura all’Italia. Da ricordare che Parisi e Petronzio manifestavano nelle piazze italiane contro la Moratti proprio mentre lei si impegnava a salvare la faccia (e non solo) al loro sodale Maiani.

Tutto questo non potrà essere dimenticato. Sarebbe pertanto utile per il bene di tutti e, soprattutto, del CNR che Maiani facesse un passo indietro. Invito anche i colleghi della Commissione Cultura del centrosinistra ad informarsi meglio prima di esprimere giudizi non basati sui fatti e chiaramente in malafede. Questo invito è inoltre particolarmente rivolto al Sottosegretario Luciano Modica.

Per chi e' del campo, questa lettera e' ridicola. Ma per chi non lo e', questa mia affermazione vale tanto quella dell'On.Carlucci. Ho deciso quindi di rinunciare ad attivita' piu' gratificanti(***) per commentare le parti grassettate da me.



L’unico suo lavoro degno di interesse: qui la Carlucci parla dell'articolo del 1970 in cui Maiani, con Glashow e Iliopoulos, aveva predetto l'esistenza di un quark con alcuni anni di anticipo. E' indubbiamente l'articolo di maggiore interesse della sua carriera: qualunque libro di fisica delle particelle, a qualunque livello (libro di testo, o divulgativo, o di approfondimento per esperti), lo menziona come uno dei fondamenti della disciplina nella sua forma attuale.
Per chi e' del campo e' relativamente semplice da spiegare: qui lo spiegavo in due slides, 9 e 10, per studenti al loro primissimo approccio con la materia.
Qui e' possibile dare un'occhiata alla sua produzione scientifica recente. Concordo che nessuno di questi e' lontanamente all'altezza dell'articolo del 1970 che ha eternato il suo nome, ma cio' decisamente non vuol dire che siano cacca.

Nel 1974 lo rinnegò: non so di cosa stia parlando qui esattamente, ma e' possibile che la Carlucci dica il vero: l'articolo originale di Glashow, Iliopoulos e Maiani passo' del tutto inosservato, e per un motivo molto semplice, cioe' che nessuno nella comunita' scientifica lo prendeva sul serio. Recentemente ho letto molti libri dedicati allo sviluppo delle idee di quegli anni, e in uno di questi si faceva l'analisi delle citazioni ricevute dall'articolo negli anni successivi: 0 nel 1970, 0 nel 1971, 0 nel 1972, 1 nel 1973, qualcuno nel 1974, un gazillione nel 1975, un gazillione al quadrato nel 1976, e cosi' via. (Le mie slide di cui sopra spiegano cosa e' successo alla fine del 1974 che ha attratto cosi' tanta attenzione su quell'articolo di Maiani et al.)
C'erano dei motivi ragionevolissimi per cui quell'articolo non veniva preso molto sul serio all'epoca; solo clamorosi e inattesi dati sperimentali, che arrivarono nel 1974, hanno potuto indicare quale era la strada giusta (e se non ci fossero stati degli altri clamorosi e inattesi dati sperimentali nel 1973 nessuno comunque avrebbe capito di cosa si trattava).
Non e' sorprendente ne' disonorevole che gli autori stessi in contemporanea esplorassero anche altre vie. Anzi, qui viene spiegato come la pratica di esplorare piu' sentieri alternativi nello stesso tempo sia ancora forte nel campo.

Tutto questo creò un notevole danno di immagine alla Fisica italiana: non mi risulta. E, se anche ci fosse stata vergogna o ridicolo in quell'articolo del 1974 (e non ce ne fu), sarebbe stato ampiamente compensato dalla fulgida fama complessiva della vicenda. Un po' come Einstein, di cui si menziona oggi con simpatia la sua affermazione "la costante cosmologica fu il piu' grande errore della mia vita" (qui si spiega cos'e', e si puo' intuire come mai quella frase di Einstein fa oggi tenerezza).

I famosi “eredi di Fermi” che ancora non hanno prodotto nulla di scientificamente rilevante: si tratta invece di una delle scuole di fisica piu' longeve e rispettate del mondo. Lei menziona esplicitamente Cabibbo e Parisi, i quali condividono con Maiani qualcosa di piuttosto raro e impressionante: esistono delle equazioni che portano il loro nome. Del precedente presidente del CNR, indicato dal centro-destra, non si puo' dire altrettanto (aveva collezionato solo 3 pubblicazioni in tutta la vita).
Cio' che ha fatto Cabibbo per essere eternato e' descritto nelle slide 6 e 7 delle stesse slide di cui sopra.

Particolarmente critica fu la sua gestione del CERN: di tutta la lettera, questa e' l'unica parte che non puo' essere bollata come evidente frutto di ignoranza o di malafede. Infatti, la sua gestione del CERN fu molto criticata.

Letizia Moratti, allora Ministro della Ricerca, riuscì a risolvere la crisi e impedì una bruttissima figura all’Italia: non mi risulta, e sarei davvero curioso di sapere in che modo avrebbe "risolto la crisi". Tutto cio' che accadde e' che Maiani fu accusato di non essere stato un bravo manager perche' la costruzione di LHC era costata piu' del previsto, ma non fu rimosso dall'incarico. Arrivo' la naturale scadenza del suo mandato, e fu eletto il suo successore (il francese Aymar).




(*) ad esempio:
http://www.youtube.com/watch?v=zZN1puUwH0c&NR=1
http://www.youtube.com/watch?v=IOyEw9bT8yQ&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=S1WKYmx4i1Q&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=Jvn8wsIrHag&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=es6pW7N0GiA&feature=related

(**) anche questo sarebbe stato un uso migliore del mio tempo:
http://www.youtube.com/watch?v=ffDPTKn7HiY

(***) ad es. cercare altri video di questa serie:
http://www.youtube.com/watch?v=k0fvQQtkqoA
http://www.youtube.com/watch?v=iShb6NBtCI4&NR=1





[update, 21/2/2008:] Glashow scrive una lettera per smentire la Carlucci:

February 14, 2008
Sr. Romano Prodi
Prime Minister
Dear Sir:
I have been shown the contents of a slanderous letter written to you by Sra. Gabriella Carlucci, MP and dated February 7, 2008. This letter was published in Puglia-Live and has been widely disseminated. It falsely claims that I have questioned the scientific competence of Prof. Luciano Maiani, the recently elected President of the CNR, and had opposed his appointment at CERN. These utterly invidious and untrue allegations were part of a more general attempt to belittle the scientific standing of Prof. Maiani. The letter denigrates his scientific accomplishments over the years and those of his colleagues, Profs. Cabibbo, Parisi and Petronzio, whose work was claimed to have caused serious damage to the image of Italian physics worldwide. Not so!
The remarks that Sra. Carlucci attributes to me are wholly untrue and malicious. Prof. Maiani played a key role in our collaboration decades ago, for which he was duly recognized internationally by the awards of the highly regarded Dirac Medal and Sakurai Prize. Maiani’s many research publications have been cited well over 8000 times (not including the 3600 citations to our joint work). I have never written, suggested or thought anything remotely disparaging about the skill and accomplishments of this stellar Italian scientist.
The more general arguments in Sra. Carlucci’s letter are equally false, slanderous and malicious. I, and my colleagues worldwide, have the highest regard for the many outstanding contributions of Italian theorists to particle physics, among whom Profs. Cabibbo, Petronzio and Parisi (as well as Maiani) are leading luminaries and indeed may be regarded as ‘heirs to Fermi.’ No event associated with their distinguished scientific careers has ever caused the slightest damage to the image of Italian physics. In the eyes of a foreign scholar, if there is anything that can damage the image of your country’s scientific institutions, it is the vulgarity and deception of this slanderous attempt at denigration of some of your nation’s most distinguished scientists.
Sincerely,
Sheldon L. Glashow
Nobel Laureate
Foreign Member, Accademia dei Lincei


La Carlucci risponde:

Caro Prof. Glashow,

Lei ha scritto al Presidente Prodi insultandomi brutalmente senza però andare alla sostanza delle cose.

La informo che i contenuti della lettera che ha suscitato la Sua ira vengono da notizie pubblicate su quotidiani italiani, su Nature e su “Lettere al Nuovo Cimento”. Notizie mai smentite. Le scrivo solo ora per porLe una semplice domanda:

se Maiani e i suoi amici sono, come Lei dice, luminari stellari stimatissimi in tutto il mondo, perché non hanno mai vinto il premio Nobel ? Eppure la Fisica della Particella italiana (e, in particolare, quella romana) è in percentuale e in valore assoluto fra le meglio finanziate al mondo.

Sperò mi risponderà senza insultarmi. E non dica bugie: potrei sorprenderLa.

Cordiali saluti.

Gabriella Carlucci


[update, 23/2/2008:] Glashow scrive un'altra lettera per rispondere di nuovo alla Carlucci:

Dear Sra Carlucci,

Despite your earlier comments and whatever your sources may be, the fact is that I have never questioned Prof. Maiani's stature as a superb and accomplished researcher. I am outraged that you have tarnished my own reputation by such a false and invidious allegation. It is true that several Italian theorists (including Maiani) are deserving of Nobel Prizes, but there are far more such candidates than Prizes. Recall that world-renowned physics luminaries such as Edward Witten, Stephen Hawking, Yoichiro Nambu, among many others, are not Nobel Laurestes.
Whether (or not) Italian physicists have won Nobel Prizes, and whether (or not) they are well funded, they have made exceptional contributions to physics, at least as many as any other European nation.
Italy should be very proud of its many scientific heroes, and not malign them.

Sincerely
Sheldon Lee Glashow
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Hail(*) to the Pope! [Jan. 16th, 2008|05:51 pm]
"Credo che anche questo è l'amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo. Basta guardare alla vicenda del Papa di questi giorni per capire cosa avviene ai cattolici".
Sandra Lonardo Mastella


Sulla vicenda del Papa alla Sapienza c'e' un post migliore di questo, qui.

Qui spiego solo come mai quando ho letto la notizia della lettera dei 67 professori mi e' sembrata una notizia bellissima.
Mi e' sembrata bellissima, un raro momento di speranza nel futuro dell'Italia, perche' nel clima attuale sembra davvero una cosa impensabile.
Mentre nelle ultime presidenziali francesi entrambi i candidati tra i vari punti del programma mettevano l'aumento dei diritti per le coppie omosessuali (anche quello di destra), i politici italiani una cosa del genere la possono dire solo se sono in una porzione molto a sinistra dello spettro, e anche in quel caso sperano che non si sappia troppo in giro al di fuori del circolo ArciGay in cui gli e' stato chiesto.
In Italia e' stato possibile che qualcuno, in tutta serieta', dicesse "secondo questa nuova legge tal dei tali, il Papa sarebbe incriminato per omofobia, QUINDI la legge non va bene", mentre in un mondo normale tale argomento sarebbe stato usato da detrattori del Papa, non da suoi fan, e svolto come "QUINDI c'e' qualcosa che non va con le parole del Papa".
Il Pensiero Unico italiano e' tale per cui e' ritenuto semplicemente ovvio che chiunque abbia una posizione rilevante nella societa' debba genuflettersi di fronte al Potere Spirituale.
Quindi la lettera dei 67 professori mi colpisce perche' e' coraggiosa. Era assolutamente prevedibile, e quindi sicuramente lo sapevano, che il 90% del sistema dell'informazione e il 99% dei politici gli avrebbe sputato addosso, che una significativa porzione della popolazione avrebbe detto cose come:

Loro non sono l'Università, lavorano, quando lavorano, nell'Università che è patrimonio pubblico e non è la casina di caccia di qualche barone rossiccio, magari ecologista per ragioni di proprietà fondiaria, magari anche un pò antisemita.

e ad aumentare la mia ammirazione e' il fatto che siano persone che, data la loro posizione, a volte hanno qualcosa da perderci da questa polemica.
Ad esempio Luciano Maiani, ex direttore del CERN, famoso per essere coautore di una predizione teorica clamorosa che fu poi confermata, che e' stato recentemente nominato presidente del CNR (ma la sua nomina deve essere ratificata dal parlamento):

"Non si puo' ratificare una simile nomina. Davanti a un docente che sottoscrive simili lettere".
(Luca Volonte', riportato dal Corriere del 15/1/2008, pag.3)



Salute, o Satana
O ribellione
O forza vindice
De la ragione!
Sacri a te salgano
Gl'incensi e i voti!
Hai vinto il Geova
De i sacerdoti.




(*)

[edit]: che poi, qualora non si fosse capito, non e' tanto il contenuto della lettera a rendermi contento quanto il fatto che sia stata scritta. Non so se l'avrei sottoscritta. In definitiva, ad esempio, il compromesso per cui il Papa presenziasse e parlasse pure, ma non per primo, mi avrebbe piu' che soddisfatto. (In realta' anche alcuni firmatari della lettera dicono lo stesso: la lettera si riferiva all'ipotesi iniziale. Non so quanto pero' questa puntualizzazione sia sincera e quanto "politica".)
Cio' che mi sembra una bellissima notizia e' che qualcuno abbia sfidato la prevedibile sfuriata mediatica.
Cio' che mi sembra positivo, e qui dissento da chi nel "fronte laico" dice che e' stato un autogoal, e' che si e' dato un messaggio: che anche i laici a volte si incazzano.
Il nostro sistema politico e' condizionato dal fatto che i cattolici quando si incazzano lo dicono, e minacciano di spostare voti. E' cio' che ha portato gia' da tempo alla deriva del sistema americano, per esempio (e che probabilmente e' apparso da noi solo in questi anni perche' solo in questi anni abbiamo interiorizzato il sistema maggioritario): se una minoranza(*) e' agguerrita su un particolare tema, mentre la maggioranza non ha pareri molto netti su quello stesso tema, i politici di ogni schieramento si affretteranno a coccolare quella minoranza.
Se la minoranza dei laici fa presente che ha delle opinioni nette e in contrapposizione a un'altra minoranza, e che non ha paura di manifestarle, il prezzo e' di avere piu' scontri ma il guadagno e' di avere una democrazia piu' rappresentativa.
Perche' se io, putacaso, fossi un democratico di sinistra laico, chi dovrei votare? Veltroni, che appena intravede una toga porporata si lancia a baciarne la mano come se non ci fosse domani?
(Boselli? Sigh...)

(*) i cattolici sono maggioranza, ma i cattolici che orientano le proprie scelte politiche secondo il loro credo religioso non credo lo siano mai stati nella storia repubblicana.
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Guida per riconoscere i tuoi santi in paradiso - puntata #2 [Jan. 5th, 2008|04:39 pm]
Puntate precedenti: [0] e [1]. Questo post, come quei due, e' di interesse nullo per chi non fa parte del mondo universitario.
Gioco-storia che riassume il tutto in maniera divertente ma non eccessivamente esagerata:
http://www.oipaz.net/V_Ricercatore.html

Una lettera scritta da alcuni miei amici (adesso ha fatto il giro del mondo universitario, ma mi pregio di averne letto una bozza preliminare prima che fosse inviata ai giornali):
http://www.marcocirelli.net/lettera_ministero.html

(A testimonianza del fatto che non c'e' speranza per il futuro, questa lettera e' stata ferocemente attaccata da una significativa parte del mondo dei precari della ricerca. A dimostrazione del fatto che chi e' in "lista d'attesa", ovvero proprio cio' che convincentemente gli autori della lettera indicano come il nodo fondamentale del problema, non ha nessun interesse a cambiare il sistema: vuole solo un todos caballeros al piu' presto possibile. Gli espatriati tendono ad apprezzarla, invece.)

Su questo tema, la domanda fatta qua e' tutt'altro che peregrina:

Come mai, ad esempio, un professore di fisica italiano, sostanzialmente indistinguibile in termine di integrita' e reputazione scientifica da un suo collega francese, inglese o americano, non sembra comportarsi allo stesso modo quando partecipa al sistema di reclutamento delle universita' italiane?

La risposta semplicistica che si danno molti e' la differenza di mentalita'. Ma in questo come in altri campi, questo argomento non mi convince mai appieno.
Proprio in questi giorni sto facendo domanda per un posto fisso in Francia (esattamente nello stesso ente che ha subito l'invasione italiana degli ultimi anni, e cui si riferisce l'esperienza degli autori della lettera). E, informandomi su come funziona, tramite l'aiuto di persone che conoscono bene quel sistema (per aver vinto il concorso recentemente, o per essere in posizioni di potere nel sistema francese), sono giunto alla seguente conclusione: i francesi in posizione di potere hanno comportamenti altrettanto mafiosi e aumma aumma degli italiani in posizioni di potere, ma il sistema e' congegnato in modo che sia nel loro interesse scegliere i candidati migliori. La mafiosita' si esercita nei colpi bassi tra di loro per assicurarsi che un nuovo assunto dell'ente venga destinato al loro gruppo (il concorso e' nazionale, e i vincitori possono essere destinati, almeno in principio, a qualunque sede nel territorio nazionale), mentre nel sistema italiano uno dei meccanismi tramite cui si esercita il potere e' proprio l'imposizione dei propri candidati, indipendentemente dal merito (sebbene ci siano poi ampie disomogeneita', tra campo e campo, su quanto il merito sia importante negli stadi precedenti di selezione, ovvero dottorato e borse post-dottorato; laddove c'e' competizione con stranieri si ha una discreta qualita').
Descrivo sommariamente il sistema:
- Si tratta di un concorso pubblico.Collapse )
- Il concorso e' nazionale.Collapse )
Ora inizia la parte cruciale, cioe' il dietro le quinte.
- La commissione, dopo aver fatto una scrematura dei candidati migliori, contatta privatamente i direttori dei vari laboratori, chiedendo se conoscono qualcuno di questi candidati e cosa pensano di lui.
- I direttori rimbalzano la domanda ai capi dei gruppi di ricerca locali.
E' inevitabile pensare che ognuno di questi passi ha un rischio enorme di nepotismo, clientelismo, ecc., per cui e' davvero sorprendente che il risultato sia meritocratico. Ovvero, che dovendo scegliere per chi spendere la propria influenza, i pezzi grossi la spendano per chi sinceramente reputano valido. Ma andiamo avanti.
- I gruppi di ricerca locali hanno preventivamente discusso (spesso in maniera molto accesa) su chi vogliono appoggiare. I candidati di conseguenza, per avere buone chance al concorso, devono pensare a guadagnarsi l'appoggio di alcune sedi, oltre che ad andare bene al concorso stesso (cosa che comunque, a differenza che in Italia, e' importantissima: pare che essere men che brillanti al colloquio significhi essere scartati senza pieta', e non arrivare mai a questa fase in cui entrano in gioco gli appoggi autorevoli).
- E' quindi prassi, in Francia, che i candidati facciano nei primi mesi dell'anno (il concorso e' a maggio) un tour autopromozionale di seminari in varie sedi, per farsi conoscere. Il seminario e' un normale seminario scientifico, e occorre davvero farlo bene perche' la decisione della sede su chi appoggiare e' di solito abbastanza democratica, quindi conviene convincere la maggior parte dell'audience che si e' effettivamente persone valide. E la maggior parte della gente non ha preferenze a priori, quindi c'e' sempre speranza.
- Alla fine del seminario pero' e' consigliato andare a chiacchierare privatamente con i capogruppo locali, per discutere di cosa si vorrebbe fare se si finisse a lavorare la'. Stringere la mano al direttore e' pure consigliato.
- E' comunque consigliato contattare ancora prima la gente, per manifestare interesse e cercare di capire con quanto entusiasmo rispondono al tuo interesse.
Gran parte di tutto cio' mi da' un po' di ripugnanza (segnatamente, tutta la parte in cui bisogna parlare in privato con delle persone). Ma poi penso ai ben piu' stomachevoli concorsi italiani (che continuero' a fare fino a che non avro' un posto fisso), e tiro innanz.

Il sistema francese sembra funzionare. E' meritocratico, ed e' aperto verso l'esterno (come dimostra l'alta percentuale, addirittura la maggioranza, di stranieri assunti negli ultimi anni).
Mi dicono, come possibile spiegazione, che il sistema di valutazione dei vari istituti (e dentro i singoli istituti, dei vari gruppi) sia severissimo, e preso sul serio. E che in questo sia la differenza con l'Italia: usare criteri non meritocratici sarebbe autolesionista per chi ci tiene alla poltrona. Potrebbe essere un'indicazione sulla strada da seguire.

credits: maranza
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Il Belgio contro google. [Dec. 21st, 2007|05:15 pm]
Qualche mese fa, all'inizio del mio nuovo contratto, mi e' stato recapitato uno spesso faldone di robe da firmare. Tra di esse, una misteriosa adesione ad Assucopie. Mi e' stato spiegato che si tratta di un'associazione che si prende cura dei miei diritti d'autore, e che tanto non mi costava niente aderire. E aderii.
Oggi in quanto membro di Assucopie mi e' arrivata la seguente e-mail:

Madame, Mademoiselle, Monsieur,

Suite à la procédure judiciaire engagée par Assucopie et sa consoeur, la société des journalistes (SAJ), contre le portail d'information Google, et afin que vos intérêts soient pris en compte dans ce dossier, puis-je vous demander de me communiquer, le plus rapidement possible, les titres et références des articles (nom du journal ou de la revue, titre de l'article, date, page) que vous auriez publiés depuis 2003 dans la presse belge quotidienne et périodique, pour autant que ces articles aient été déclarés annuellement dans votre bibliographie.

Ces articles sont en effet des oeuvres protégées, pour lesquels vous bénéficiez de droits de reprographie. Vous trouverez en pièce jointe la lettre adressée par Assucopie à ses membres dans le cadre de cette affaire.

Je vous remercie de votre collaboration et vous prie d'agréer, Madame, Mademoiselle, Monsieur, l'expression de mes sentiments distingués.


Ho risposto cosi':

Dear Madames and Sirs,
as a scientist I am naturally in favour of any tool which permits a free propagation and an easy retrieval of informations, and I find google one of the most meritorious enterprises that mankind ever produced, from this point of view.
I don't have any article in the belgian press, so I don't need to give you this information (and, in case, I would tell you that I don't care); I have very few in the italian press and I'm happy that they are easily reachable by everybody in the world, and I really regret every single production of mine that isn't, including my scientific production on specialized journals.
By the way, I feel an urge to warn you that the topic of this letter sounds (to me and to most of the people who share the current zeitgeist):
- anachronistic
- pointless
- potentially harmful.

I really care if somebody steals my intellectual work, and this is why I subscribed to Assucopie. But I don't care, and I'm happy, if my intellectual work reaches a wide audience.
If you continue this action against google (of which I was not informed when I subscribed) I will be forced, although with great regret, to ask you to cancel my association with you.

By the way I'm surprised by the whole thing: if I publish an article on a journal or newspaper and this publishes it also on the web (freely, i.e. without any access restriction), I should be aware of the fact that anybody can freely access it. So what is the problem with google? If I gave no authorization for free access, I have to blame the newspaper and not google.


In effetti ricordo che circa un annetto fa, d'improvviso, da www.google.be spari' la barra di ricerca, rimpiazzata da un avviso spiegava che c'erano problemi legali. Ma duro' mezza giornata, durante la quale usai altri dominii.
Qui ulteriori info su questa buffa vicenda.



[Update:]
Ecco la risposta da Assucopie:


Monsieur,

Si Assucopie a entamé cette procédure, c'est pour dénoncer le fait que Google a diffusé en ligne des articles protégés à l'insu (et donc sans l'autorisation) des auteurs et pour pouvoir intervenir utilement dans la réflexion concernant l'accès aux textes numériques. Mais nous comprenons fort bien la position de nombreux chercheurs qui souhaitent que leur production scientifique soit le plus largement diffusée. Aussi, soyez assuré que vous ne serez en rien concerné par ce dossier.

Je me tiens à votre disposition pour toute information complémentaire.


Mi scuso con chi non sa il francese, ma il testo e' lungo e non sono abbastanza bravo da tradurlo senza introdurre tradimenti involontari del testo. E comunque sogno un mondo in cui chi riceve (ed evidentemente comprende) mail in inglese risponde nella stessa lingua.
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Minor martyrs of the intelligentsia (*) [Nov. 7th, 2007|09:03 pm]
Siamo in una tipica fase di transizione: e' normale ormai che un ragazzo preso a caso abbia un sito / un blog / un account in una social network / un'attivita' internettiana da contributore attivo, ma quando qualcuno che assurge agli onori delle cronache ricade in questa categoria fa ancora notizia.
Nel delitto di Perugia i giornali online si sono lanciati come cani rabbiosi sull'account facebook della vittima, sui blog di due dei presunti assassini (1 e 2), pure sul blog della zia della vittima (questa e' vera ma non ritrovo il link).
Negli USA ovviamente ci sono arrivati prima (ricordo il blog del pedofilo cannibale - peraltro un ottimo blog, peccato sia poi presto stato cancellato - e il livejournal della ragazzina matricida).
Su Encyclopedia dramatica alla voce an hero si possono trovare un bel po' di esempi di suicidi o suicidi-omicidi con ruolo attivo su internet.
Faccio questo post perche', dopo la notizia del ragazzino finlandese che ha ammazzato 8 persone a scuola e s'e' sparato dopo averlo annunciato su youtube, ho ovviamente cercato il suo account trovandolo pero' sospeso.
E questo un po' mi lascia perplesso.
A giudicare dalle immagini che il giornalista di repubblica (o qualche giornalista straniero a cui repubblica le ha sgraffignate) e' riuscito a catturare prima della sospensione, molti dei suoi video erano al limite dei criteri di sospensione di youtube, o probabilmente sarebbero stati sospesi in futuro non appena segnalati da abbastanza utenti; ma perche' sospendere un utente? Me ne sfugge davvero la logica. Se i suoi video erano giudicati pericolosi / diseducativi / fuorilegge, perche' non sospendere i singoli video?
La mente vacilla.
Forse, come per Erostrato, si tratta della condanna a sparire dalla memoria.

Comunque, almeno un paio di quei video avevano l'aria, dal blurb di presentazione, di essere interessanti.

Concludo questo post con una serie di immagini che potrebbero essere utili ai giornalisti all'indomani della mia azione dimostrativa di cui forniro' maggiori dettagli in un apposito post al momento opportuno. Stay tuned!










(*)
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